Uno spazio per chi vuole raccontare in maniera creativa la propria galera, quella degli altri, quella solo immaginata o quella assolutamente inimmaginabile.
V. I. P. (very important prisoners)
Salvatore Ferraro

Niki, il sieropositivo, esultò: usciva di galera. Il livello dei suoi linfociti era sceso alla soglia minima. La legge, in questo caso, prevedeva l'immediata scarcerazione. La scienza medica, invece, prevedeva solo la morte imminente. Ma Niki esultò lo stesso, con tutta la forza che gli rimaneva ancora in corpo. Il reparto rimase in silenzio in segno di rispetto.
Venne un agente.
Camera di Consiglio
Salvatore Ferraro

Il sole indorò la stanza, conferendole il tono austero di una piccola chiesa.
Il Presidente, il giudice a latere, i giurati popolari erano ancora seduti intorno a un tavolo di noce. Faldoni di carta, cicche di sigaretta, macchie di caffè e fogli scarabocchiati tappezzavano la superficie come merce malconcia di una bancarella di mercato. Il tempo scivolava, lento e inesorabile.
Camera di consiglio: quinta ora del secondo giorno. C'era stata una pausa prima, venti minuti appena, ma adesso era giunto il momento di ricominciare. I giurati si ricomposero, il Presidente prese finalmente la parola.
Ferilli
Salvatore Ferraro

La birra sembrava fredda al punto giusto. Il water aveva scaricato a getto continuo per più di un quarto d'ora. Diedi un'occhiata in fondo al cesso: La lattina se ne stava a pancia all'aria a pelo d'acqua, con la linguetta sigillata a farle da elica. Affondai la mano nel boccaporto, tastai in più punti.
Permesso Premio (storia zozza)
Salvatore Ferraro

Era il suo primo permesso premio. Enzo fu accompagnato all'ufficio matricola per le pratiche di rito. Gli diedero un foglio da compilare, firmò il registro delle uscite: la questione fu risolta in meno di due ore. Adesso era libero, libero per un giorno intero. Varcò il cancello del penitenziario che si erano fatte le undici.
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